La diga sul Narmada

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La diga sul Narmada:
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Il fiume Narmada ha origine sull'altopiano di Amarkantak, nel distretto Shahdol dello stato di Madhya Pradesh, e scorre verso ovest attraverso foreste e terreni agricoli fino a raggiungere il Mare Arabico, distante 1.300 Km.

Nell'aprile del 1987, il governo ha approvato la costruzione di due dighe principali del Progetto Valle Narmada e gli stati di Madhya Pradesh e Gujarat sono stati autorizzati a "sviluppare" il fiume Narmada e la sua vallata.

Il progetto dovrebbe trasformare il gigantesco fiume in una serie di bacini idrici per mezzo della costruzione di 30 dighe principali e 135 secondarie (rendendolo il più imponente singolo progetto idrico in una nazione), allo scopo di fornire acqua per irrigazione ed elettricità ai due stati. Una popolazione di 20 milioni di persone, circa la metà dei quali di caste inferiori, vivono in questa fertile vallata. L'agricoltura è la risorsa fondamentale. Le coltivazioni principali sono frumento, riso, miglio, semi oleosi, cotone e canna da zucchero.

Più di un milione di persone sono di fronte ad un trasferimento forzato e la stessa Banca Mondiale ammette che bisognerebbe programmare il più grosso reinsediamento finora mai avvenuto. I numeri parlano di 170.000 persone di 254 villaggi.

Il 25 dicembre 1990, 2.500 persone iniziarono una "Marcia per le persone rivolte allo sviluppo" di 250 Km nello stato di Madhya Pradesh fino al luogo in cui secondo i progetti doveva sorgere la diga di Sardar Sarovar, nello stato di Gujarat. La polizia armata, forze paramilitari ed una piccola adunata a favore della diga, impedirono loro

di entrare nel Gujarat. Pertanto, il 4 gennaio 1991 iniziarono un digiuno a tempo indeterminato.

 A seguito delle critiche internazionali al progetto, nel 1991 la Banca Mondiale commissionò ad un gruppo di esperti indipendenti uno studio per analizzare i piani di reinsediamento e reinserimento sociale e gli aspetti ambientali del progetto. La relazione del gruppo di esperti conteneva una severa critica verso i fallimenti dell'azione politica e della pianificazione da parte sia della Banca Mondiale che delle autorità indiane. La relazione ammoniva inoltre riguardo ad inevitabili violazioni dei diritti umani, considerevoli rischi ecologici e definiva con esattezza altri difetti del progetto. Raccomandava infine una moratoria sull'esecuzione, al fine di prendere il tempo necessario per un generale ripensamento del progetto.

Nel marzo 1993, la Banca Mondiale desisteva dal progetto Narmada ma il governo di Gujarat procedeva con la costruzione del muro della diga di Sardar Sarovar. Una volta completato il muro alto 149 metri, circa 400.000 persone sarebbero dovute essere reinsediate, compresi 19 villaggi nel Gujarat, 180 nello stato di Madhya Pradesh e 33 in quello di Maharashtra.
I lavori sono stati portati a termine in violazione dell'ordine della Corte Suprema di Gujarat dell'aprile 1993 che stabiliva che non avrebbe dovuto esserci alcun sfratto forzato, nessun temporaneo allagamento e nessun

 | Foto Narmada.org

temporaneo trasferimento dei residenti senza un completo reinserimento sociale.

Centinaia di agricoltori si sono impegnati a rimanere nei loro villaggi anche se inondati dalle acque durante la stagione dei monsoni. Questo non è altro che un estremo atto di disperazione da parte di coltivatori e indigeni disposti a lottare per i loro diritti basilari alsostentamento e alla cultura. Attualmente, alcuni villaggi sono sommersi e alcuni sono stati sfrattati con la forza sotto la minaccia di un'imminente inondazione. Questi profughi non potranno essere adeguatamente reinsediati.