La diga sul Narmada

Notizie storico-geografiche
più acqua...
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Da 300 giorni la Coca-Cola indiana è sotto l’attacco di due tribù dei primitivi del Kerala.
La guerra delle popolazioni indigene tribali, chiamate adivasi, non ha tanto a che fare con il dolciastro della bevanda, quanto con il disastro ambientale creato dalla fabbrica. Gli adivasi rivogliono indietro la loro acqua pulita e le terre che i processi chimici hanno deteriorato.

La guerra dura dal 22 aprile del 2002, quando tutte le tribù dei distretti intorno a Plachimada scesero sul piede di guerra circondando lo stabilimento.
Per produrre bottigliette e barattoli, la multinazionale preleva infatti tra i 600 mila e il milione e mezzo di litri al giorno. Per ogni bottiglietta riempita la fabbrica toglie a tribali e dalit considerevoli quote della loro riserva.

Per salvare il loro destino la ragione non bastava. Tanto è vero che, dopo parecchie settimane di picchetti organizzati da un gruppo chiamato Forum di resistenza sociale, è intervenuta la polizia per disperdere i manifestanti. Il Forum è determinato a tentare un assalto allo stabilimento.

(sintesi di un articolo tratto da L’Espresso- 6 marzo 2003)