Erbe medicinali

Erbe medicinali mediterranee

Considerazioni:

Con le scoperte scientifiche  si arrivato  anche a scoprire che la medicina anche se serve per curarsi può causare dei dolori quindi ora ci si cura di nuovo con delle erbe medicinali.

Salice ( Salix spp )

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Una pianta europea

Il Salice (Salix spp), la pianta “madre” dell’aspirina, è certamente quella più comunemente utilizzabile nella maggior parte delle patologie.

La corteccia della pianta contiene eterosidi salicilici, molecole complesse, che, una volta assorbite all’interno dell’organismo, liberano acido salicilico, responsabile dell’attività antinfiammatoria ed antireumatica simile a quella dell’acido acetilsalicilico.

Paradossalmente però rispetto all’acido acetilsalicilico l’estratto di Salice è meglio tollerato a livello gastrico, proprio per la presenza dei glucosidi e non del principio attivo puro, ed anche per la contemporanea presenza dei polifenoli.

Come l’aspirina tuttavia pure gli estratti di Salice e delle altre piante simili, possono essere responsabili di reazioni allergiche in soggetti che non tollerano l’aspirina.

IMMAGINE DEL SALICE


 

Acetosa (Rumex acetosa)

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Descrizione: ha un fusto eretto di colore rossastro, ramificato. Le foglie sono grandi e astate, le basali sono dotate di un lungo picciolo, le superiori sono sessili. I fiori formano pannocchie di colore verde-rossastro. Il periodo di fioritura va da fine primavera a tutta l'estate. La pianta raggiunge l'altezza di un metro.

Ambiente: in Italia è frequente nei luoghi erbosi, dove diviene infestante, ed è diffusa dalla pianura alla montagna.

Raccolta: la pianta va colta in maggio-giugno prima della piena fioritura. Si utilizzano la parte aerea, le foglie e i fusti teneri, le radici.

Precauzioni: vietata o quantomeno molto sconsigliata a chi soffre di calcoli, artrite, reumatismi, gotta e iperacidità. Per elevata ingestione di foglie crude si sono verificati avvelenamenti con lesioni renali nei bambini. E' incompatibile con le acque minerali e con i contenitori in rame.

Uso: le foglie possono essere consumate fresche nelle insalate in piccole quantità, in primavera, come blando depurativo. La pianta contiene vitamina C, ossalato di potassio, acido ossalico, ferro. Viene usata anche per curare malattie cutanee, quali l'acne, le pelli grasse e le punture degli insetti. La pianta possiede discrete proprietà emmenegoghe, diuretiche e stomachiche.

Informazioni extra: il suo contenuto di ferro e vitamina C, accompagnate al gradevole sapore, rendono gradita l'acetosa nella preparazione di verdure primaverili e di minestre rinfrescanti, ma deve essere usata con cautela. L'acetosa è una perenne assai forte, per cui se ne possono raccogliere le foglie tutto l'anno, anche radendo la pianta, perchè la radice ne emetterà di nuove. La varietà hortensis, quella generalmente coltivata, contiene meno ossalati di quella spontanea.


ACHILLEA
(Achillea millefolium)

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ACHILLEA (Achillea millefolium)

Descrizione: possiede un fusto slanciato e resistente. Le foglie sono finemente pennate, lunghe, assai frastagliate in segmenti lineari acuti.
I capolini fiorali, di colore bianco e rosato, sono piccoli e riuniti in vistosi corimbi. La fioritura avviene in primavera-estate. La pianta è alta 50-60 cm.

Ambiente: l'achillea ha sovente carattere infestante. E' diffusa dalla pianura alla montagna, nei prati, lungo i sentieri, negli incolti. In Italia si rinviene assai frequentemente.

Raccolta: si utilizzano le sommità fiorite che vengono fatte essiccare in luogo ombroso dopo averle legate in mazzetti non stretti appesi. La raccolta avviene in estate durante la fioritura.

Precauzioni: evitare di esporre ai raggi solari la pelle bagnata dal succo della pianta.

Uso: trova impiego nei disturbi genitali femminili (mestruazioni irregolari, ansia da menopausa), nei disturbi digestivi, nei casi di perdite sanguigne causate da emorroidi e ferite, nei problemi di circolazione.

Informazioni extra: l'achillea ha un sapore amarognolo poco gradito in cucina. Più successo ha nella preparazione di impacchi di bellezza, se ne fanno impacchi per eliminare punti neri ed eccessi sebacei della pelle. Prende il nome dall'eroe Achille che, vuole il mito, la utilizzava per curare le ferite riportate in battaglia.