Programmare per obiettivi

Lezione 5

Abstract

1 La didattica della domanda (cenni)
2
Programmazione per obiettivi: caratteristiche, specificità, retroterra epistemologico.


Tematiche sviluppate nella lezione
 
Tema
Rema

Bibliografia

1 Didattica e comunicazione Ruolo centrale della comunicazione nella didattica. Comunicazione come danza interattiva di comunicati.  
Comunicazione e didattica frontale Nella lezione frontale iIl docente cura le modalità con cui fornisce i contenuti: esporre in modo accattivante e significativo, fornire delle gerarchie, aiutare la comprensione con schemi..  
Comunicazione e costruzionismo La didattica costruzionista e cooperativa utilizza la comunicazione tra allievi per la costruzione di conoscenza. Gli studenti debbono possedere la conoscenza dei vari tool per la comunicazione, delle modalità della comunicazione in presenza, dei problemi inerenti la comunicazione.  
Domanda nella scuola Se per domanda si intende una richiesta volta a conoscere qualcosa che non si conosce, nella scuola italiana la domanda ha un ruolo marginale. Nell'interrogazione che è una tipologia di valutazione le domande sono solo virtuali: il docente conosce la risposta e non è pertanto realmente interessato a quanto dice lo studente. Questo aspetto incide sulla motivazione di chi parla. McLuhan-1998
Didattica della domanda Per didattica della domanda si intende un uso reale della domanda; si collega alla didattica della ricerca; prevede un utilizzo sostanziale della cooperazione tra pari. McLuhan-1998
Domanda e lavoro di gruppo La motivazione per il lavoro di gruppo: l'altro è una risorsa necessaria all'avanzamento del progetto. La domanda attiva la richiesta, l'esigenza, evidenzia il problema, coinvolge l'altro. Nella didattica della domanda elemento centrale è la capacità dell'ascolto.  
Domanda e forum In un dibattito non è fondamnetale quello che si enuncia, ma quello che si richiede all'altro e quello che si risponde alla richiesta dell'altro. Aprire nuovi fili, esporre la propria individualità non sempre favorisce il dibattito. Sviluppare fili presenti, rispondere e rilanciare con nuove domande su fili aperti crea interazione e rafforza il gruppo.  
2 Programmare per obiettivi Ogni programmazione, qualsiasi sia il modello, definisce gli obiettivi che vuole raggiungere. La programmazione per obiettivi non si caratterizza per il fatto di definire obiettivi ma per il ruolo che assegna agli obiettivi e per le modalità con cui li individua.  
Conoscenza e comportamentismo Secondo l'approccio comportamentista la conoscenza consta di una successione ordinata di moduli autonomi l'uno dall'altro che vanno appresi in successione. L'insegnamento strutturato organizza la successione dei singoli moduli.
"Scarso peso era attribuito all'incoscio ed alle motivazioni psico-affettive del comportamento, ridotto ad una semplicistica catena di reazioni ai bisogni, agli stimoli, ed ai condizionamenti".[34]
Sotteso a questo approccio è la linearità del programma. Più che aprendimento si ottiene un addestramento a comportamenti in assenza di consapevolezza e partecipazione cognitiva.
Crispiani - 2000
Istruzione programmata

"Condurre gradualmente gli allievi da accertate capacità iniziali ad individuate capacità finali ottimizzando l'itinerario da seguire alla luce delle seguenti modalità:
1 individuare gli obiettivi, elencarli dettagliatamente e disaggregarli in sotto-capacità e sotto-obiettivi. Tale schema va regolato secondo un ordine logico sequenziale, ovvero dal sotto-obiettivo più semplice o precedente a quello più complesso o successivo. E' infatti necessario che per ogni capacità che si vuole insegnare, vengano indicati gli obiettivi specifici che lo studente deve padroneggiare, senza restare nel vago di una definizione troppo generale e astratta delle capacità. D. Parisi;
2 costruire il programma cioè la sequenza di esperienze o stimolazioni per gli allievi, affinchè raggiungano gli obiettivi;
3 suddividere il programma in sezioni minime, isolabili e verificabili, le unità didattiche che comprendono:
- la situazione-stimolo;
- la risposta dell'allievo;
- l'informazione resa all'allievo sulla esattezza della risposta[38]

Crispiani - 2000
Tassonomia degli obiettivi Vi è il primato degli obiettivi dato che "sugli obiettivi si costruisce la trama culturale dell'insegnamento che si intende condurre. (...) Posizionare gli obietivi diviene l'atto centrale del programmare. Il gesto programmatorio tende ad identificarsi con gli obiettivi i quali rappresentano il corpo pesante della programmazione tradizionale.
L'apparato degli obiettivi deve essere organicamente programmato, nel senso di costituire una mappa selezionata in cui i fini e gli obiettivi siano individuati, disaggregati, ordinati, gerarchizzati.
Il programmatore tassonomista veniva così sollecitato a redigere una analitica distinzione di mete educative disposte dall'indistinto, generale e complesso, a quelle più dettagliate corrispondenti a micro comportamenti o sezioni terminali di abilità o di acquisizioni che si possono oggettivamente osservare (verificare) in minute entità.
Tratti distintivi ed emblematici delle tassonomie sono dunque: gerarchia, linearità, programmabilità, controllabilità. [42]
Crispiani - 2000
Caratteristiche dell'obiettivo

All'obiettivo si richiede di essere:
- riferito ad una sezione unitaria e minima di capacità;
- relativo ad un comportamento concreto ed inequivocabile;
- isolabile ed individuabile sia in fase progettuale che dell'azione educativa;
- osservabile e misurabile in itinere e ala fine (criterio del c'è o non c'è).
Deve essere: minimo, concreto, descrivibile, non ambiguo, rilevabile.[45]

Crispiani - 2000
Critiche Nei problemi reali le competenze si presentano sempre complesse ed interconnesse.
Isolarle impedisce di acquisire la competenza di risolvere situazioni concrete.
Il situated learning impegna gli studenti a risolvere problemi reali ed individua in ciò un elemento centrale per la motivazione e per acquisire la capacità di contestualizzare e quindi risolvere i problemi. Acquisire dei comportamneti, saper applicare degli algoritmi non prevede la competenza di scegliere quale comportamento e quale algoritmo scegliere e a monte di individuare quale sia il problema/i presenti nel sistema.
 
Utilità L'insegnamento programmato può fornire un valido contributo quando occorre acquisire in breve tempo determinati comportamenti.  

Riferimenti bibliografici

Proposte di lavoro

Produrre una programmazione per obiettivi