Orientamento e
progettazione modulare


Lezione 16


Abstract

1 orientamento sincronico e diacronico; orientamento e competenze
2 programmazione modulare


Tema

Rema

Bibliografia
1
Orientamento sincronico E' l'orientamento classico che si effettua negli anni in cui occorre effettuare una scelta: 3 media e 4/5 superiore. Vengono fornite informazioni e vengono proposti test per verificare le predisposizioni degli allievi.  
Critica all'orientamento sincronico Le informazioni fornite sono poco efficaci per la scelta; gli allievi non hanno le competenze per scegliere; i test sono inutili in quanto riperpetuano le valutazioni che la scuola effettua.  
Orientamento diacronico Si effettua dalle materne alla università e ha la finalità di fornire due competenze fondamentali:
1 saper individuare e poi ricercare le informazioni necessarie per la scelta;
2 saper effettuare una scelta, ovvero saper individuare i fattori che influiscono su una scelta (sia a livello razionale che emotivo) e saper arrivare ad una decisione.
 
Competenze e ruolo della scuola Puntare su un orientamento diacronico equivale ad operare per una scuola che oltre punti sui processi formativi e sui processi orientativi, quali il saper ricercare informazioni ed il saper scegliere, che superano il disciplinare.
Per cambiare le finalità della scuola, occorre anche cambiare il modo di fare scuola. Per fornire conoscenze può essere sufficiente una istruzione frontale e poco partecipata. Per far crescere delle competenze come quelle sopra menzionate diviene centrale favorire l'autonomia operativa dello studente; percorsi imposti non sono produttivi; percorsi per prove ed errori sono fondamentali ma l'errore non può essere visto come sconfitta ma come strumento di crescita.
 
2
Le linee guida 1 - agganciare ogni nuova conoscenza alla mappa concettuale e conoscitiva di ogni singolo allievo;
2 - tener conto degli stili individuali di apprendimento;
c - promuovere l'autoapprendimento (apprendere ad apprendere) cioè flessibilità cognitiva e disponibilità affettivo-motivazionale verso il nuovo;
d - integrare processi di formazione a processi orientatitivi.
Domenici
Processi orientativi e programmazione Nei processi orientativi è importante l'esempio del docente, il modo ovvero con cui risolve i suoi problemi di docente, la capacità con cui progetta, con cui affronta l'eevnto in classe e la specificità delle situazioni che gli si presentano.  
La programmazione modulare Superare schemi rigidi, rompere lo spazio classe e il tempo ora e cattedra. Recupeare risorse con la flessibnilità organizzativa  
fase 1 - ricognizione delle risorse Conoscere le risorse presenti, sia materiali che umane. In particolare quelle rappresentate dagli insegnanti. Troppo spesso non viene valorizzato il sapere dei docenti, ciò che hanno particolarmente approfondito e sperimentato  
fase 2 - determinazione dei punti estremi del curricolo da progettare Conoscere il tessuto in cui l'insegnamento si inserisce; definire i saperi finali che si voglioni raggiungere  
fase 3a - progettazione dei moduli (dividere e titolare i moduli) Individuato un gruppo di docenti per ambiti disciplinari sia in verticale che in orizzontale, suddividere il curricolo prima in segmenti/anno e poi in sottosegmenti/moduli ovvero "le sezioni del programma annuale ad alta omogeneità interna rispetto ai contenuti, agli argomenti, alle attività di esperienza che con esse si possono svolgere, ma anche in rapporto alle abilità, conoscenze e competenze che è necessario gli allievi padroneggino per poterne abbordare lo studio e alle abilità conoscenze competenze complessive che con esse si potranno perseguire.
La durata può essere varia ma non supererà i 2/3 mesi.
 
fase 3b - progettazione dei moduli (definire gli obiettivi) individuare criteri di propedeuticità; individuare percorsi in serie ed in parallelo  
fase 3c - progettazione dei moduli (costruire i moduli) Rompere la rigida gabbia dello spazio/tempo scolastico equivale a utilizzare in modo appropriato le risorse umane: se si articola il percorso in segmenti di lezioni frontali, in segmenti laboratoriali (che permettono allo studente di sperimentare e procedere per prove ed errori), in segmenti di recupero e di eccellenza che permettono una effettiva individualizzazione dell'insegnamento, non è pensabile un rapporto docente studente numericamente sempre uguale. I percorsi personalizzati avranno necessità di una miglior rapporto là dove la lezione frontale permette di avere un rapporto differente. Perchè allora non prevedere lezioni fronatli svolte da un docente a due classi (lezioni tenute da quel docente che per suoi interessi personali ha forse approfondito una data tematica) così da recuperare la possibilità di una presenza contemporanea di due o più docenti nei momenti in cui la necessità di individualizzazione richiede una presenza maggiore?  

Riferimenti bibliografici

 

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