Programmazione educativa e didattica

Abstract

1 Programmazione educativa e scolastica ed obiettivi educativi e didattici
2 Programmazione educativa e didattica: disposizioni legislative

 

Tema

Rema

Bibliografia
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Obiettivi edicativi e didattici Obiettivi educativi: si riferiscono alla crescita della persona;
obiettivi didattici: i traguardi da raggiungere nel contesto di specifiche discipline o di precise aree disciplinari
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Programmazione educativa e didattica Programmazione educativa: riguarda le scelte generali, le opzioni fondamentali che definiscono la qualità formativa complessiva di un intero plesso. Si preoccupa della qualità del contenitore scolastico
Programmazione didattica: la predisposizione, la conduzione ed il controllo dell'attività formativa puntulamnete rivolta ad una specifica classe o a un gruppo ridotto di classi correlate nella logica dei moduli 8e/o interclasse e/o intersezione). Si preoccupa di assicurare la qualità dei contenuti specificamente diretti ai singoli allievi e/o singole classi.
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Programmazione educativa

Si articola in tre strutture (secondo Guelfi-Guerra):
1 struttura sociale: le relazioni da attivarsi nella scuola tra le sue componenti e all'interno dio esse (personale incardinato strutturalmnete nella scuola ovvero docenti, non docenti e dirigenti; componente che si rivolge alla scuola (allievi, famiglie e società).
2 strutura culturale: le scelte specifiche della politica scolastica in base agli Ordinanamneti ed ai Programmi per darsi una riconoscibile identità formativa in funzione della collocazione culturale, della sua storia e dei bisogni particolari dei suoi allievi.
3 struttura funzionale: la determinazione della struttura organizzativa e delle soluzioni/condizioni operative all'interno delle quali condurre i percorsi didattici nelle singole classi.

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Programmazione educativa: struttura sociale Compiti ed interventi: definizione dei modi operativi della cosiddetta gestione sociale; la costruzione di formule efficaci e democratiche di collegialità rispettose nello stesso tempo dei ruoli individuali; l'elaborazioni di regole di comportamento che assicurino un clima scolastico serene ordinato; l'individuazione di modalità positive di integrazione degli allievi a diverso titolo portatori di difficoltà.
Organizzazione gestione sociale: (rivolto al rapporto interno-esterno) costituzione e funzionamento organi collegiali (consiglio di distretto, di circolo [decide le politiche gnerali dell'istituto e gli aspetti economici] e di interclasse [si dicute della didattica ed è il momento principe della comunicazione tra genitori e docenti sulla didattica], assemblea di classe [non definita legislativamente]).[vedi Decreti delegati DPR 416 del 31 maggio 74]
Collegialità: (rivolto all'interno) gestione del Collegio docenti [416, 74]
Regole generali: Pof, Regolamento di istituto. Qualità del clima sociale, importanza del contesto sociale per l'apprendimento; il tema della socializzazione diviene cognitivo (ruolo delle relazioni tra pari e della comunicazione nell'apprendimento). La scuola vista come corpo sociale in cui è importante definire gli spazi e i tempi delle relazioni tra classi, delle iniziative in comune, ecc. (mensa, palestra, sale tecnologiche, spazi comuni, intervalli, viaggi di istruzione, iniziative dell'istituto)
Inserimento degli alieni portatori di difficoltà: di di individuare le strategie e gli strumenti per stabilire rapporti continuativi con le famiglie e con gli operatori del sistema associa sanitario. Procedere all'immigrazione di insegnati sostegno competenti e a raccordo tra insegnati sostegno e docenti.
 
Programmazione educativa: struttura culturale Scuole territorio: interazione con le diverse opportunità educative del territorio costruendo un sistema integrato che prevede il collegamento e e maturi le richieste per la costruzione gestione di nuove agenzie educative in collegamento con distretto scolastico e dell'ente locale. È importante costruire l'Atlante, la mappa delle agenzie formative presenti nel territorio.
Progettazione didattica: temi ed obiettivi verticali.
Continuità verticale: raccordo con le scuole presenti nel territorio; prevede diversi livelli: conoscenza delle strutture esistenti, ottimizzazione del percorso curricolare, valorizzazione di vissuti individuali, dei sapevi e delle motivazioni che costituiscono il patrimonio culturale originale del singolo allievo. ( portfolio ). In pratica si passa dallo scambio informazioni, alla formazione classi, al coordinamento di curricoli, a progetti ponte, a progetti paralleli, aggiornamenti in comune, convenzioni.
Documentazione valutazione: creare un archivio della scuola, rafforzare l'identità della scuola; valutazione del sistema.
 
Programmazione educativa: struttura funzionale (vedi legge 148/90)
Organizzazione e assegnazione degli insegnanti per modulo
: (3X2) assegnazione degli insegnanti alle classi tenendo conto della continuità didattica e della miglior utilizzazione delle competenze delle esperienze professionali;
organizzazione razionale gli spazi in funzione della didattica flessibile: i aula di classe, del laboratorio e/ o di atelier, aula speciale, spazi comuni;
definizione dei tempi: orario settimanale da un minimo di 27 ad un massimo di 40. Dipende dal modello culturale formativo; tecnologie didattiche: individuazione delle modalità operative e contro artistiche con cui strutturare l'intervento didattica.
 
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Decreti delegati - 74 Cinque DPR emanati nel 1974 che regolano la democrazia nella scuola e regolavano aspetti normativi ed il reclutamento. [scheda]
Legge 5 giugno 1990, n° 148
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Orientamenti
Fornisce indirizzi generali ed indicazioni particolari relative: composizione della classe, organici del personale docente, programmazione ed organizzazione didattica, interventi a favore degli alunni portatori di handicap, orario delle attività didattiche, progetti formativi di tempo lungo, orario di insegnamneto, lingua straniera, valutazione ed aggiornamento. In particolare: finalità della programmazione didattica ed educativa [art.5]
Parte III e IV degli orientamenti. [parte III]
 
D.M 10 settembre 1991, 271 Applicazione dell'art. 5, comma 7, della legge n. 148 del 5 giugno 1990 [testo]
CM 10 settembre 1991, n° 271 Applicazione DM 10 settembre 1991. Indicazioni relative alla programmazione e criteri per l'aggregazione delle materie in ambiti disciplinari; criteri per la definizione del tempo da dedicare alle singole discipline. [testo]
Direttiva 29 maggio 98, n° 252 Autonomia scolastica [testo]
CM 335 del 29 luglio 1998 Gestione organico funzionale e sperimentazione dell'autonomia [testo]

Riferimenti bibliografici

 

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