Programma, programmazione e post-programmazione



Abstract
1 analisi del concetto di programmazione, sua formazione ed evoluzione da un paradigma sostanzialmente comportamentista ad un paradigma costruzionista.

 

Tema

Rema

Bibliografia
1
Dal programma alla programmazione

Si inizia a parlare di programmazione in Italia in modo esplicito ed ufficiale dopo il 77 [legge 517/77].
Precedentemente la scuola italiana forniva indicazioni centralizzate con i programmi. Ruolo del racconto e dell'informazione.
Il nuovo interesse nasce:
-. da nuove finalità della scuola;
- dall'organizzazione che prevede team a livello di istituto e di classe;
- dalla possibilità di uso di nuove tecnologie.

- Guelfi-Guerra,1993-22
- L'evoluzione del concetto di programmazione, C.Tartoni
Definizione di programmazione
Per programmazione si intende "il modo in cui viene recepita a livello di organizzazione dell'insegnamento la grossa novità istituzionale realizzata con l'attuazione dei decreti delegati, che hanno significato in primo luogo l'apertura ad una situazione di decentramento del governo della scuola, di una nuova gestione sociale, di maggior pluralismo culturale e politico"(G.G.,1993-31).
Da questo discende un diverso approccio ai contenuti, all'utilizzazione di mezzi e metodi didattici e delle tecnologie, alle modalità della valutazione e della selezione.
La programmazione comporta "un lavoro attivo di progettazioneda parte degli insegnanti (come singolo o come gruppo) che consiste nel saper compiere una progettazione didattica, nel saper tradurre i contenuti in termini di attività formative e di operazione mentali e pratiche degli allievi"(G.G.,1993-33).
- Guelfi-Guerra, 1993-31
- Calidoni, 1999-31
Programmazione e comportamentismo

Seguendo un approccio comportamentista, dopo aver esaminato contesto e condizioni iniziali, si definiscono i contenuti, gli obiettivi, le metodologie ed le attività, fase per fase, parcellizando il percorso. Il ruolo del docente è centrale e l'apprendimento dipende dall'intervento programmato del docente. L'insuccesso deriva da una non corretta programmazione.
Una visione riduttiva e schematica della programmazione è stata generata non da un approccio comportamentista ma da un atteggiamento dei docenti per cui la programmazione più che ricerca di soluzioni metodologiche specifiche a situazioni specifiche è divenuta applicazione meccanica di schemi, ovvero ricette standardizzate.

Laneve, 1993-99
Programmazione e costruzionismo

Anche se differenti autori avevano già da tempo messo in evidenza la necessità del feedback e della riprogettazione in itinere [Scurati, 1977], negli ultimi anni alcuni autori partendo dalla impossibilità di un approccio determinista nelle scienze umane, e non solo in esse, hanno proposto di sostituire "il concetto di curricolo con quello di ambiente di apprendimento definito come un luogo in cui coloro che apprendono possono lavorare aiutandosi reciprocamente avvalendosi di una varietà di risorse e strumenti informativi in attività di apprendimento guidato o di problem solving (Wilson, 1996)" Calvani, 2000 -77
La programmazione diviene percorso autopoietico; l'aspetto sincronico prevale su quello diacronico.
Non si tratta di predefinire un percorso ma di organizzare un ambiente in cui siano presenti delle risorse, in cui gli allievi possano costruire conoscenza, coordinati da un docente-tutor. Il lavoro spesso è cooperativo e si articola in progetti.

Calvani, 2000-75
I pericoli della programmazione
I due pericoli tra cui naviga la programmazione: un approccio burocratico e decontestualizzato dei problemi didattici, l'impossibilità di programmare a causa della totale imprevedibilità dell'atto educativo.  

Riferimenti bibliografici