Differenti significati
Quando si passa da una tecnologia ad un'altra, inizialmente si usano le stesse parole per indicare percorsi
con una qualche analogia. La pratica
poi dimostra come la nuova tecnologia modifica non solo la forma ma anche ruolo e significato dell'antico
oggetto.
Le mappe predigitali sono bozze che servono soprattutto al soggetto che scrive per registrare
temporaneamente le idee; si inseriscono elementi
grafici per collegare tali idee e si utilizzano segni che hanno un ruolo solo per chi scrive e sono
difficilmente decifrabili da altri. Successivamente
tale bozza si concretizza nella scrittura: non tutti gli elementi contenuti nella mappa trovano spazio
nel prodotto finale ed in esso i vari "segni"
arbitrari si convertono in connettivi grammaticali e sintattici.
Nell'epoca digitale le mappe divengono invece elementi presenti nel prodotto finale, hanno una
struttura leggibile ed interpretabile non solo da
chi scrive ma anche da chi fruisce l'ipertesto.
L'ipermedia accetta la ridondanza ovvero permette l'esistenza contemporanea al suo interno di molteplici
percorsi con contenuti simili. Tali
percorsi differiscono o per la chiave con cui si analizza il tema o per i media utilizzati; in questo
secondo caso si favoriscono letture diverse del
materiale per adeguarlo ai differenti stili cognitivi dei lettori.
La mappa diviene l'articolazione dei diversi percorsi possibili.
Anche se ci sono elementi comuni, con il termine mappa nell'ipermedia si indicano tre oggetti
differenti. La mappa è:
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lo strumento utilizzato nella progettazione del sito (canovaccio);
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la pagina dell'ipermedia, (la pagina-mappa)
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la pagina che visualizza la struttura del sito (la mappa del sito):
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